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Le Fate danzano spesso sull’erba in ridde chiamate Cerchi delle Fate. Il fascino della musica elfica può trascinare l’uomo che passi di lì verso il cerchio che, come i baci, il cibo e le bevande delle fate, può ridurlo in schiavitù eterna nel loro mondo.
Se un essere umano entra nel Cerchio è obbligato a unirsi ai saltelli forsennati di queste creature.

Il Cerchio Magico - Un rituale perpetrato nei secoli
Il "Cerchio Magico" è un rituale che ha origini molto antiche. Se ne trova traccia sin dai tempi dei Babilonesi e più frequentemente al tempo dei Maghi Cerimoniali del Medioevo e del Rinascimento, così pure in diverse tribù degli indiani d'America, con ragioni e pratiche diverse.
L'obbiettivo comune era di creare con l'energia della mente uno spazio immaginario che dividesse il mondo del soprannaturale da quello materiale per facilitare la concentrazione, il rituale della sacralità e la comunione con le divinità.

Il Cerchio rappresenta simbolicamente la forma esteriore della sfera magica, all'interno della quale gli officianti sarebbero al sicuro da qualsiasi agente esterno. Molti ritengono che l'uso del Cerchio sia dovuto alla sua forma particolare: si può considerare senza inizio né fine, quindi rappresenta bene l'infinito, l'universo e il ciclo della vita che si ripete di continuo. Secondo gli antichi l’energia cosmica che anima l’universo è divisa in cinque forme diverse: Terra - Aria - Fuoco - Acqua - Spirito. E sono questi elementi che in genere vengono chiamati a vigilare sulla sfera.

 

I Cerchi delle Fate - Il Cerchio Magico in natura
I Cerchi delle Fate sono di un fenomeno naturale causato da una comunità di funghetti bianchi della specie “Marasmius Oreades”. Questi funghi crescono disponendosi in cerchio e allungando le ife (una specie di “radici”) in direzione del centro. L’effetto finale è la formazione di due anelli concentrici di colore verde scuro, separati da una striscia di erba secca, sotto la quale è presente una fitta rete di ife fungine, che raggiungono anche i 40 cm di profondità; sono quest’ultime la causa dell'erba morta, in quanto impediscono l’approvvigionamento di sostanze nutritive e acqua.

La scienza moderna ha dimostrato che spesso questi cerchi sono antichissimi e alcuni hanno più di 600 anni! Secondo la tradizione si tratterebbe dei cerchi nei quali le fate e gli elfi si divertono a danzare per tutta la notte. È per questo che l’erba appare come “consumata”: per il lungo calpestìo dei piedini fatati! Occorre davvero molto tempo, secoli, perché un cerchio si formi nella radura di un bosco, ma nel Regno delle Fate il tempo trascorre in modo molto diverso di quanto accade da noi, perciò quella che per le Fate è stata una sola notte di danze sfrenate diventa un tempo lungo cent’anni ai nostri occhi!

Il Simbolo del Cerchio - Il Cerchio Magico come identità femminile
Molto eloquente in se l’immagine del Cerchio ci aiuta ad identificarci con le diverse forze che simboleggia.
Il Cerchio è stato uno dei principali simboli femminili, a differenza della linea o della croce che rappresenta lo spirito maschile. La realtà ciclica è espressa nella danza, anche nel ritmo d’espansione e contrazione del ventre, come nelle tipiche ondulazioni: l’espansione è il momento ciclico di crescita e pienezza del cerchio-ventre, durante l’inspirazione, mentre la contrazione che accade quando espiriamo è il riposo ciclico, il ritorno al centro, all’ombelico. Una danza vissuta bene crea il rapporto giusto fra espansione-inspirazione e rilassamento-espirazione. Per questo è importante sentire questo movimento lentamente e darsi il tempo di respirare. In questa successione di opposti: inspirazione-espirazione, espansione-contrazione è insita la sensualità della danza del ventre, quell’abbandonarsi tipico dei suoi passi, dove si nasconde un equilibrio tra lo sforzo necessario per eseguire i movimenti e il rilassamento del corpo, gli opposti.

Il Cerchio è un simbolo che attinge alla completezza: gli aspetti positivi e negativi. Abbraccia ciò che sta in alto e ciò che sa in basso, ciò che è prossimo e ciò che è molto lontano. Il Cerchio come simbolo perfetto che abbraccia il tutto, può essere considerato anche la fusione equilibrata di maschile e femminile, come nel simbolo dello ying e yang, e come nel doppio cerchio o figura dell’infinito (l'otto) - anche questa ampliamente utilizzata nella danza del ventre - che tra l’altro, rappresenta l’unione sessuale e il senso della perfezione nel due che diventa uno. Come espressione del principio femminile, il Cerchio si trova nella pienezza del ventre gravido e nel movimento circolare. Uno dei significati della parola ebraica cholelthi girare in circolo come in una danza, e anche travaglio, e la parola chola - danza in cerchio - può significare inoltre partorire, nesso significativo nel rapporto fra la danza del ventre e il rito della nascita. Nei gruppi di danza, la conformazione del Cerchio è associata all’idea di “Cerchio Magico” o Cerchio protettivo, che ricorda il solco intorno ai territori tribali, una sorta di cinta di protezione che delimitava lo spazio sacro dell’appartenenza del gruppo. Il Cerchio è anche una formazione molto ugualitaria, perché tutti i membri si possono vedere e stanno alla stessa distanza dal centro; l’energia centrica coinvolge tutti e tende a creare unione e collaborazione fa i membri.

 

Danze Circolari di Buon Augurio - Il Cerchio Magico nelle danze corali
In epoca arcaica vi erano anche altri tipi di danze femminili che non avevano un aspetto erotico sensuale legato all'autotrascendimento ma, piuttosto, la funzione di diffondere armonia e buon augurio. Si riteneva infatti che le donne e le fanciulle, attraverso la danza, fossero in grado di emanare delle energie buone ed armoniose, apportando gioia, fortuna ed abbondanza su tutto ciò che vi era intorno.
Per tale motivo esse probabilmente danzavano per richiamare i favori della Grande Madre per tutto il popolo, ovvero per onorare altre Divinità femminili sotto i cui diversi nomi si celava sempre la stessa amorosa Grande Dea, ovvero per chiedere un buon raccolto od una pioggia propizia o per consacrare determinati luoghi. Sia che si trattasse di danze legate a culti femminili segreti, sia che si trattasse di danze pubbliche, in ogni caso la modalità di questo tipo di danza femminile arcaica era spesso quella in cui le donne o le fanciulle danzavano insieme in circolo, tenendosi per mano.
Forse così danzando esse sentivano e manifestavano agli astanti di appartenere tutte ad una stessa dimensione, intuibile per analogia nel cerchio stesso, che rappresentava un anello di coralità che le rendeva tutte simili, pur nelle loro caratteristiche diverse, così come tutti i punti che compongono un cerchio.
A questo proposito si potrebbe affermare che, per le antiche donne, le danze in circolo avessero una corrispondenza nella natura ed in particolare nel movimento della Terra e dei pianeti intorno al Sole od il movimento del firmamento intorno alla Stella Polare.

"…coloro che ricercano le origini più veritiere della danza ti direbbero che essa nacque contemporaneamente alla prima origine dell'universo e che apparve insieme all'antico Eros; per esempio il movimento circolare degli astri, l'intreccio dei pianeti con le stelle fisse, l'euritmico rapporto e la regolata armonia che li governa, sono la prova dell'esistenza primigenia della danza…".
Danzando per lunghe ore in cerchio forse esse percepivano degli effetti simili a quelli dati da un’altra danza circolare molto conosciuta, quella dei dervisci mawlaiyya (mevlevi), che conosciamo come dervisci rotanti. La Tannura è ispirata ad un simbolismo cosmico dove i danzatori imitano il giro dei pianeti intorno al sole, il vortice di tutto ciò che si muove, e, roteando su se stessi, si inebriano anche per il fatto che il senso di equilibrio fisico viene a mancare a causa dei movimenti che essi fanno, e dunque può permettere di conoscere stati extra corporei e trascendenti.
Probabilmente quindi, danzando in cerchio tenendosi per mano per un tempo prolungato, si può provare un senso di stordimento, di ebbrezza ed in certi casi percepire in modo differenziato il proprio corpo e la propria mente fino a non sentirli quasi più, proprio come forse succede prima di avere fenomeni estatici e di trascendimento. In effetti il danzare insieme con le mani o le braccia intrecciate, compiendo gli stessi passi e cercando di richiamare dentro se stesse le medesime energie, poteva far nascere nelle partecipanti alla danza un senso di comunione e di unione che permetteva loro di sentirsi parte di qualcosa di infinitamente più grande. Si potrebbe ritenere che, attraverso tali tipi di danze, le donne avessero la possibilità di vivere e coltivare dentro se stesse la loro più vera essenza femminile che permetteva loro di fondersi insieme nello stesso amoroso archetipo divino, come l'essere tante gocce d'acqua in uno stesso limpido mare o tanti riflessi di una stessa realtà luminosa. Quell'archetipo Divino era per le donne di quei tempi facilmente tangibile in ogni manifestazione naturale, negli animali, nei boschi, nelle cascate o nel cielo stellato e percepibile in certi casi nell'interno di se stesse. Quell'archetipo Divino dolce, languido, voluttuoso, armonioso, sensuale ed inebriante che fu denominato Grande Madre.

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